NON CI AVRANNO COME CI VOGLIONO!
agonia[a-go-nì-a] s.f.
1 - un eterno pomeriggio di sole mentre tu sei al lavoro con una finestra di fronte
2 - fig. Angoscia, tormento prolungato: il lavoro è stato un’agonia
A volte dico “scusa”, ma penso “muori”.
Il bar non ti lascia ricordi, ma i ricordi ti portano sempre al bar.
(via coqbaroque)
La chiesa è vicina, il bar è lontano, la strada è ghiacciata. Camminerò con attenzione.
Il vino è poesia imbottigliata.
[…]
Ma come erano addivinati in questo paìsi? Nell’urtimi anni pariva che erano arretrati di secoli, forsi, se gli livavi i vestiti, sutta avresti attrovata la pelli di pecora dell’òmini primitivi.
Pirchì tanta insoffirenza reciproca? Com’è che non si sopportava cchiù il vicino di casa, il collega d’ufficio e macari il compagno di banco?
[…]
S’arrisbigliò che erano appena le sei e mezza del matino, arriposato, frisco, e perfettamenti lucito di testa.
Si susì, annò a rapriri le pirsiane, taliò fora.
Mari carmo, ‘na tavola, e un celo sireno, cilestre con qualichi nuvoletta bianca cha pariva pittata da un pittore dilettanti e mittuta lì per fari billizza. ‘Na jornata ‘n definitiva anonima che gli piacì proprio per questa mancanza di caratteri…
BESTEMMIE ^ 3
Zichichi: «Sogno una Sicilia piena di centrali nucleari».
Io invece sogno un’Italia senza coglioni. A cominciare da Zichichi.
(via colorolamente)
Questa è una delle tante immagine che celebrano la pace e la calma… cosa che ora sfugge.
(via luscious-lush)
Tre cose occorrono per essere felici: essere imbecilli, essere egoisti e avere una buona salute. Ma se vi manca la prima tutto è finito.
Chi da bambino non si è mai ammanettato con i cerchietti in plastica unisci-lattine è un adulto infelice.
La fata della luna
Stiamo ritornando a casa dopo l’uscita dal cinema, mia figlia sul sedile posteriore dell’auto, zitta, silenziosa, pensosa.
A metà viaggio, la sua voce, calma e cadenzata:
“sai che io vedo la fata della luna?
Ha un vestito nero, blu e viola e ha il viso azzurro.
Ha anche un mantello di nebbia intorno al corpo.”
Silenzio!
La lettura rende l’uomo completo