Ora ci vengono chiesti sacrifici per poter continuare a sostenere questo andazzo. Per piacere non parliamo di Stato: noi siamo lo Stato! Dovremmo sacrificare i nostri sudati guadagni e i nostri risparmi per continuare a mantenere una scuola pubblica che sforna semianalfabeti, un’università pubblica da cui esce un gregge di fanatici ignoranti destinati a restare disoccupati perché inoccupabili, convinti di avere diritto a un buon posto garantito a vita per via del pezzo di carta appeso al muro e totalmente restii ad accettare un lavoro che non sia alla loro altezza. Dovremmo fare sacrifici per mantenere un sistema di enti locali pletorico, costosissimo, inutile quando non dannoso: municipi, comuni, comunità montane, parchi nazionali, province e regioni: un autentico esercito di occupazione forte di molte divisioni di nullafacenti garantiti ed esonerati da qualsiasi lavoro utile, dediti solo a produrre sprechi e complicazioni alla vita di chi lavora. Dovremmo sudare e pagare a piè di lista un servizio sanitario nazionale corrotto, inefficiente e costosissimo, che impone costi anche a chi non ha per fornire cure e medicine “gratis” anche ai milionari!